I 50 milioni di donne che mancano

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Pochi sanno che nel mondo i neonati maschi sono maggiori di quelli femmine. Già una stranezza della natura, la probabilità che il nascituro sia maschio è leggermente più’ alta e nessuno ne conosce il motivo nonostante lunghi ed approfonditi studi. E pochi sanno che gli uomini in molto paesi sono molto più’ delle donne, nonostante le guerre abbiano decimato da sempre il sesso maschile e nonostante questa stranezza della natura. Questo accade sopratutto in Asia, Cina ed India in testa, mentre in Europa la prevalenza di donne è piccola ma presente anche per una aspettativa di vita più’ lunga dovuta ad abitudini di vita più’ sane.Ma perchè in questi paesi mancano all’appello ben 50 milioni di donne?

neonato

Il triste motivo è che in questi paesi dove spesso si ricorre all’aborto per limitare le nascite, vengono sacrificate le femmine a favore dei maschi. Insomma un figlio maschio vale più’ di uno femmina e la differenza è così’ marcata che mancano all’appello appunto 50 milioni di femmine. Immaginate Italia e Francia, più’ o meno, dove ci sono solo uomini e nessuna donna. Il motivo: culturale ovviamente. L’uomo è ancora molto lontano dalla comprensione dell’importanza della vita….

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Siamo condizionati dai siti porno?

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rocco

Si e’ aperto un dibattito in rete: I siti porno condizionano le abitudini sessuali? Ci sono molto psicologi che sostengono di si. Circa il 30% delle visite mondiali in rete riguardano siti porno dove gli utenti, senza distinzione di sesso, osservano in continuazione video porno. Allora lo standard del sesso è diventato quello, nel senso che il modo di farlo e le aspettative sono quelle? Ma il video è girato da professionisti, uomini mediamente più’ dotati della popolazione e donne le cui “misure” sono ritoccate dalla chirurgia e la cui “tecnica” è affinata da anni di professionismo. Una psicologa ha aperto un sito dove gli utenti scaricano i loro veri video amatoriali e dove il sesso riprodotto è quello vero. Il dominio dovrebbe essere realsex o giu’ di li’ e penso che lo troviate facilmente in rete.

Quindi siamo veramente condizionati dai siti porno? La mia risposta è no o almeno per la mia esperienza non ho mai riprodotto una cosa vista su un sito porno, casomai ho fatto una riflessione inversa e cioè ho notato quanto potessero essere verosimili le scene. E per le donne vale la stessa cosa? Cioè una donna può’ trarre ispirazione dalla “tecnica” utilizzata da una pornostar per riprodurla nella realtà? Può’ trarre ispirazione da una scena costruita ad arte in un video per riprodurla con il suo amante? Qui i miei dubbi aumentano anche se solo una donna può’ rispondermi. I motivi che spingono uomini e donne a visitare siti porno non sembra essere lo stesso: per gli uomini sicuramente vedere bellissime donne e sognare di essere nella scena. E per le donne vale la stessa idea? Non credo e quindi trarre qualche buona ispirazione sembra essere un’idea almeno interessante.

Ma forse è giusto così’, quale uomo non vorrebbe che la propria donna sia così’disinibita e brava a letto come una pornostar?

Come si è arrivati qui – P 3 il pre

Attraverso Cose Strane

Tinder è una app alla quale ti iscrivi direttamente via facebook e ti fa sfilare davanti foto di maschi – o femmine se si preferisce – che si trovano in determinati raggio di km e range di età, a scelta dall’utente.

È essenzialmente un carnaio, tipo catalogo del macellaio, scorri le foto e pensi “Manzo, pollo, pollo, pollo, maiale, pollo, pollo, pollo, bue” e così via.

Per ottenere il match con qualcuno è necessario che entrambi mettano “” al profilo dell’altro, a quel punto si apre una chat che si può decidere di usare, altrimenti si passa alla foto successiva e addio.

Serve per scopare, in sostanza.

Funziona?
Se sei femmina sì, come funziona avere due braccia(eh no, non è necessario ovviamente), le tette (mai stato un discrimine), quindi diciamo che: essere femmina, funziona.

L’ho scaricata perché ero stufa, l’ho usata…

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Tinder – ovvero l’arte di rimorchiare

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Girovagando in rete mi sono imbattuto in una Blogger che finalmente approccia il sesso con un po’ di ironia. Niente machismo femminile, niente ridicolo sentimentalismo, la nostra protagonista ha deciso che era il momento di dare una ‘sturata ai tubi’. Ma chi ha mai definito fare sesso cosi? Raramente ho trovato un post cosi’ divertente.( https://attraversocosestrane.wordpress.com – Come si e’ arrivati qui)
Ma la mia curiosità è andata oltre è mi sono chiesto cosa mai fosse questo Tinder. E mi sono imbattuto in Niccolo’ Corradori che ha lasciato una indelebile testimonianza dei suoi fallimenti su Tinder. Chi può pensare che definendosi dei ‘ Vespa riders’ si possa rimorchiare! (http://www.vice.com/it/read/esperimento-sociale-tinder-incontri-ragazze-639)
Insomma l’ unico punto di contatto tra le due esperienze e’ che con Tinder siamo arrivati al punto piu’ basso possibile della socializzazione. Nei post capirete perché.
Mi verrebbe da pensare che raramente ho percepito una pochezza di sentimenti e di idee di tal fatta, che se si parla di sé stessi ci saranno tanti altri dubbi che ci corrodono la mente al posto del l’utilità o meno di un social o della necessità di sturare qualche tubo. Magari fare tanti soldi, proporre le proprie idee politiche, godere di una forma di arte. Niente di tutto questo, il problema principale è fare sesso e liberarsi dell’ eventuale senso di colpa.
Mah….La mia conclusione? Per fare del buon sesso non occorre tecnologia ne’ particolari accorgimenti ma solo passione, sensibilità e un po’ di cervello. Trovata la sintonia giusta la strada e’ tutta in discesa!

Banksy è tornato?

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Lo hanno avvistato su un treno nel nord dell ‘Inghilterra ma non possiamo essere sicuri dal momento che nessuno lo conosce. Certo si è presentato con il suo stile: un ragazzo ben educato ha aiutato un signore al quale erano caduti dei disegni. Il signore lo ha guardato sorridendo e gli ha regalato un disegno aggiungendo: “non lo buttare vale 20.000 sterline!” Il ragazzo ha sorriso credendo ad uno scherzo ma poi a casa raccontando di questo strano incontro si è accorto di avere un disegno del piu’ grande artista di strada del mondo. Verità, suggestione, mito. Non si sa, fatto sta che la notizia ha fatto il giro del mondo anche perchè nessuno conosce Banksy, anzi c’e’ chi crede che sia una donna.
Di lui si possono ricordare diversi episodi clamorosi ma chi puo’ andare in alcuni musei famosi ed appendere le proprie opere ad imitazione di quelle presenti senza che nessuno se ne accorga per diversi giorni? Le sue opere murarie con la tecnica dello stencil hanno creato uno stile imitato in tutto il mondo anzi diciamo che hanno creato una tendenza: il wall writer

Gli uomini (le donne) e il sesso

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Non c”e niente da fare, dalla mia adolescenza in poi, il significato che le donne attribuiscono al sesso è rimasto un grande mistero. Un uomo in questo è assolutamente intellegibile e conferisce all’attrazione fisica che ha nei confronti di una donna sempre lo stesso elementare significato. Possono cambiare latitudine, colore della pelle, religione, età ma la reazione che ha nei confronti di una donna che gli piace è la medesima e tende sempre allo stesso fine.
Nel caso delle donne no. Non vi sembra strano?
Le donne possono andare a letto con un uomo per le ragioni piu svariate. C’e’ chi lo fa per amore, chi perche’ non innamorata e quindi solo per divertirsi, chi per fare soldi, chi per fare carriera, chi per brama di potere, chi per desiderio di maternità, chi solo per portare avanti un matrimonio. E probabilmente altre ragioni si possono aggiungere all’elenco.
Certo l’uomo che fa sesso deve “produrre una performance” e quindi non puo’ assolutamente fingere, cosa che per la donna è molto piu’ semplice.
Si apre il secondo grande mistero. Ma le donne provano (sempre) piacere quando vanno a letto con un uomo? Se le ragioni che portano una donna a letto con un uomo sono cosi’ svariate evidentemente non sempre. E non credo che nessun uomo sia in grado di dare una risposta sicura ed esauriente a questa domanda. Insomma il piacere di un uomo è facilmente evidenziabile quella di una donna raramente. E peggio, cio’ che dichiara una donna puo’ e non puo’ corrispondere al vero.
Insomma le donne non hanno una “vissuto erotico”? Riescono a controllare le proprie pulsioni?

Il giorno dei saldi

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E’ impossibile non saperlo. Oggi è il giorno il cui iniziano i saldi. Ne parla il Corriere della sera in prima pagina accanto all’indagine della procura di Roma sui vigili assenteisti. Mi sarei aspettato che la notizia avesse più’ risalto della prossima elezione del presidente della repubblica. Già da giorni tutte le associazioni si sono lanciate su proiezioni della spesa pro capite. Seguiranno pagine di statistiche ed analisi infinite. Una blogger che seguo si è svegliata di prima mattina e dopo una lauta colazione è partita all’attacco. La immagino come Angelina Jolie in Tomb Raider e con un taser nella borsetta se mai qualcuno volesse contendere il suo acquisto.

Invece questa opportunità che si ripete ogni anno mi lascia molto perplesso. Il mio secondo lavoro potrebbe essere il personal shopper tanto è profonda la conoscenza del mercato dell’abbigliamento e degli accessori sia maschili che femminili, di lusso e non. E per questo i saldi mi sono sempre sembrati dei saldi “all’italiana”. Qualche anno fa avevo fatto una grande cortesia ad un commesso di un elegante ed importante negozio di abbigliamento del centro di Roma. Per ringraziarmi di questo favore mi convoco’ alcuni giorni prima dell’inizio dei saldi nel negozio, mi fece scegliere degli accessori molo belli e costosi, li impacchetto’ e mi disse di ritornare il giorno dei saldi. Quel giorno entrai nel negozio dove regnava la confusione più’ assoluta, andai da lui che con fare neutro mi saluto, mi consegno’ il pacchetto e mi invito ad andare alla cassa con un biglietto che recava il prezzo del mio acquisto. Era circa il 20% del valore degli accessori che avevo scelto. Quando qualche giorno dopo in un bar del centro gli offrii un caffè per ringraziarlo della cortesia, gli chiesi anche se conveniva o meno andare a comprare in quei giorni. Mi disse che il padrone del negozio accumulava anni prima materiale scadente per quel giorno, a volte lo acquistava a parte. Insomma non era abbigliamento che qualche settimana prima era in vendita in quel negozio così’ elegante, anzi probabilmente non era mai stato in vendita li’ e mai lo sarebbe stato. E nonostante tutto neanche io non riesco a sottrarmi alla terribile dipendenza da shopping che affligge sopratutto tante donne, alla impareggiabile soddisfazione di uscire dal negozio di marca con una busta recante quel logo, di ritornare a casa con tante buste di quel tipo.

Van Gogh e gli impressionisti

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Non posso non ricordare la presenza di una splendida mostra a Milano su Van Gogh (http://www.vangoghmilano.it). Su Van Gogh è stato detto tutto il possibile e quindi sarebbe inutile dilungarmi su concetti espressi da tanti molto meglio di me. Un aspetto che colpisce oggi l’uomo della strada è la vite singolare e non convenzionale che quasi tutti gli impressionisti hanno avuto. Ad esempio Van Gogh aspetto a lungo che il suo caro amico Gauguin lo venisse a trovare ad Arles,nel sud della Francia, dove si era trasferito da Amsterdam per avere una luce migliore e più’ intensa per dipingere. Ma sappiamo che Van Gogh aveva gravi disturbi psichici che lo portarono poi al suicidio e quindi in un delirio psicotico si scaglio’ in un osteria contro l’amico con un rasoio in mano. Sfuggito l’amico, che quindi riparti’ immediatamente, Vincent rivolse il rasoio verso di se e si taglio’ un orecchio. Episodio rimasto poi famoso. Se questi aspetti della vita degli impressionisti vi interessano dovete assolutamente leggere “La luna e sei soldi” dell’autore inglese William Somerset Maugham scritto nel 1919 ed ispirato alla vita proprio di Gauguin. Il protagonista, sposato, conduce una perfetta vita borghese e scompare improvvisamente. La famiglia e gli amici lo credono fuggito con un’amante ed invece lui ha intrapreso una vita da artista, inseguendo il sogno della pittura.

Il museo

Il museo

Questo libro è un vero inno alla ribellione dagli schemi della vita “cosiddetta borghese”.Non posso concludere questo post senza avervi invitato a visitare il museo più’ bello del mondo per quanto riguarda gli impressionisti. Il museo d’Orsay di Parigi, creato in una stazione ferroviaria ristrutturata, che vale da solo un viaggio nella capitale francese e che vi posso assicurare che vi lascerà senza fiato. Non è possibile in alcun modo paragonare le tante stampe e riproduzioni di questi capolavori con la sensazione e l’emozione di averli visti dal vivo. Allego qualche foto scattata da me.

Le ballerine di Degas

Le ballerine di Degas

Le donne e il sesso

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Samantha Jones in sex and the city: Io sono trisessuale almeno una volta ho provato tutto

Samantha Jones in sex and the city: Io sono trisessuale almeno una volta ho provato tutto

Mi capita spesso di imbattermi in blog in cui donne parlano di relazioni esclusivamente sessuali. Sembra essere la moda del momento. Ne segnalo due: Su ChatandZen (http://chatandzen.blogspot.it) vi consiglio “Masterchef” pubblicato il 16 dicembre 2014 dove potete seguire le acrobazie erotiche e goderecce di una sedicente ninfo-avvcato mentre su l’Ombelico di Svesda (http://ipnagogicosentire.wordpress.com/2012/04/20/14225/) un racconto che ribloggero’ più’ raffinato e colto. Anche se di segno apparentemente opposto, i due racconti sono molto simili. L’uomo in questione crede di essere di successo, molto sicuro di se. Viene rimorchiato dalle nostre eroine, sedotto, usato ed abbandonato anche perchè non sempre all’altezza. Viene ridicolizzato. Singolare anche la rassomiglianza dell’atto descritto e cioè del sesso orale. Quasi che si volesse rappresentare attraverso questo il completo dominio sul maschio.

Devo confessare che questi articoli/racconti sul sesso descritti da donne mi fanno sorridere. Non li trovo provocanti né eccitanti ma divertenti. Mi inducono lo stesso divertimento che si prova a vedere le scene d uni film muto in bianco e nero degli anni ’30 dove si finisce con una battaglia di torte in faccia. Mi sono spesso interrogato su questa reazione e mi chiedo se sia comune a tutto il genere maschile. D’altra parte dagli anni ’90 l’esternazione del piacere femminile è diventato una moda. Sex and the city,  tv serial di grande successo, era veramente divertente. Chi non sorrideva a vedere l’instancabile Samantha cambiare amante e posizione alla velocità della luce?

Ma la mia riflessione è un altra. Non vi sembra che le donne quando raccontano il sesso lo fanno riproducendo degli stereotipi maschili? Perché una donna non esprime con la propria sensibilità il paradiso di emozioni che prova al raggiungimento di un orgasmo, le sensazioni ed i brividi di una bacio appassionato. La risposta più’ semplice è, forse, che non lo prova. Che l’immaginario erotico femminile si è andato appiattendo negli anni su quello (povero) maschile. Un mondo dove le dimensioni contano più’ delle sensazioni, il numero più’ dell’unicità del gesto? Non sarà che le donne dopo aver affermato la propria sessualità (dagli anni ’70 ad oggi) non sappiano renderla indipendente da quella maschile subita per anni?

L’isola che non c’e’

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Un blog che inizia il giorno di Natale non può’ non partire da un anniversario quasi da tutti dimenticato. E’ il giorno di Natale di 100 anni fa e nel mezzo dell’europa si sta combattendo una terribile e sanguinosa guerra di posizione. Ma quel giorno accade qualcosa di impossibile: dalle trincee escono i soldati e si scambiano gli  auguri, qualche regalo. Si dice che sia stata giocata una partita di calcio fra tedeschi e inglesi in cui vinsero natimageuralmente i tedeschi. Per molti fu un natale indimenticabile, probabilmente l’ultimo. Le ore passarono troppo in fretta, ed il 27 dicembre, ognuno dalla propria parte, ad uccidere e morire. I governi delle due parti smentirono subito questa inconsueta fratellanza ma, a distanza di tempo abbiamo foto e testimonianze. E questo episodio è rimasto a simbolo del fatto che le guerre le combattono gli stati, i governi, i dittatori, ma non gli uomini.

Per chi vuole approfondire, consiglio un bellissimo articolo pubblicato sul Corriere della sera del 24 dicembre da cui riporto un piccolo estratto

“ma come andarono realmente le cose? Facciamolo raccontare a chi ne fu testimone diretto, il caporale Leon Harris del 13esimo battaglione del London Regiment in una lettera scritta ai genitori che stavano a Exeter (riprodotta sul sito http://www.christmastruce.co.uk interamente dedicato a quanto successe cento anni fa): «È stato il Natale più meraviglioso che io abbia mai passato. Eravamo in trincea la vigilia di Natale e verso le otto e mezzo di sera il fuoco era quasi cessato. Poi i tedeschi hanno cominciato a urlarci gli auguri di Buon Natale e a mettere sui parapetti delle trincee un sacco di alberi di Natale con centinaia di candele. Alcuni dei nostri si sono incontrati con loro a metà strada e gli ufficiali hanno concordato una tregua fino alla mezzanotte di Natale. Invece poi la tregua è andata avanti fino alla mezzanotte del 26, siamo tutti usciti dai ricoveri, ci siamo incontrati con i tedeschi nella terra di nessuno e ci siamo scambiati souvenir, bottoni, tabacco e sigarette. Parecchi di loro parlavano inglese. Grandi falò sono rimasti accesi tutta la notte e abbiamo cantato le carole. È stato un momento meraviglioso e il tempo era splendido, sia la vigilia che il giorno di Natale, freddo e con le notti brillanti per la luna e le stelle».

Il riferimento al tempo non è di poco conto: «La vigilia — scrive Alan Cleaver nella prefazione al libro La tregua di Natale (Lindau edizioni) che raccoglie molte lettere dei soldati dell’epoca — segnò la fine di settimane di pioggia battente, e una gelata rigida e tagliente avvolse il paesaggio. Gli uomini al loro risveglio si trovarono immersi in un Bianco Natale».

Non si sa dove fosse schierata l’unità dal caporale Harris ma gli eventi da lui descritti con tanta vivacità si ripeterono più o meno identici in molti punti del fronte. In una lettera alla famiglia del 28 dicembre, il bavarese Josef Wenzl racconta di essere rimasto incredulo quando uno dei soldati cui la sua unità stava dando il cambio gli disse di aver passato il giorno di Natale scambiando souvenir con gli inglesi. Ma quando spuntò l’alba del 26 dicembre vide con i suoi occhi i soldati britannici uscire dalle trincee e cominciare a parlare e scambiarsi oggetti ricordo con lui e con i suoi compagni. Poi ci furono canti, balli e bevute. «Era commovente — si legge nella lettera — tra le trincee uomini fino a quel momento nemici feroci stavano insieme intorno a un albero in fiamme a cantare le canzoni di Natale. Non dimenticherò mai questa scena. Si vede che i sentimenti umani sopravvivono persino in questi tempi di uccisioni e morte».

Uno dei pochi commento’ in modo scandalizzato l’evento:«Cose come queste non dovrebbero accadere in guerra. Non vi è rimasto alcun senso dell’onore, tedeschi?» Era un giovane caporale di nome Adolf Hitler.